Il Progetto

«I ragazzi nelle scuole vi applaudono quando parlate di legalità, ma quando cercheranno lavoro troveranno noi e non voi». Suonano ancora attuali, purtroppo, le parole che il boss corleonese Pietro Aglieri pronunciò davanti ai magistrati che lo interrogavano. È evidente che l’affermazione della legalità non può prescindere da risposte efficaci al tema occupazionale, soprattutto nelle regioni meridionali italiane, dove caporalato e agromafie ancora impongono i loro modelli culturali ed economici e il tasso di disoccupazione giovanile arriva a sfiorare il 60%.

In questo contesto, Scuola Radicale propone un’azione sperimentale focalizzata sulla promozione dell’imprenditorialità sociale e solidale, uno strumento in grado di coniugare promozione della cultura della legalità, coesione sociale, sviluppo economico e occupazionale. I beni confiscati alla mafia e attualmente gestiti dalle Cooperative Sociali Libera Terra e Qualcosa di Diverso in provincia di Brindisi (Mesagne, Torchiarolo, San Vito dei Normanni, Fasano) saranno le palestre di cittadinanza attiva e intraprendenza dove le ragazze e i ragazzi coinvolti nel progetto potranno conoscere, sperimentare e mettersi alla prova.

Rivolto a 25 ragazze e ragazzi pugliesi che si trovano in condizioni di vulnerabilità, Scuola radicale individuerà le potenzialità sociali ed economiche del brindisino e le valorizzerà attraverso un percorso di accompagnamento, formazione, prototipazione e sviluppo di idee imprenditoriali. L’ambito è quello dell’agricoltura sociale: è da qui che parte il riscatto rispetto ai modelli culturali, sociali ed economici delle agromafie.

Come funziona

Il percorso di Scuola Radicale dura un anno ed è caratterizzato da diverse fasi, animate da attività teoriche e pratiche.

Attraverso le prime fasi di orientamento e progettazione verranno individuate le idee imprenditoriali da sviluppare in piccoli gruppi di partecipanti fortemente motivati.

Nella fase di cantierizzazione si indagheranno le possibilità di creazione e sviluppo dell’impresa sul territorio brindisino, con particolare attenzione al tema dei beni confiscati.

Nella fase laboratoriale di antimafia sociale si passerà alla definizione dell’idea imprenditoriale e si forniranno ai partecipanti gli strumenti per la progettazione del piano di impresa sociale, da immaginare e strutturare all’interno dell’ambiente in cui andrà ad operare l’impresa stessa.

La formazione frontale affronterà anche l’agricoltura biologica e sostenibile, l’approfondimento di strumenti per la creazione d’impresa, il marketing e la commercializzazione di prodotti e servizi in ambito sociale.

Ci sarà poi spazio alla formazione sul campo, che si terrà sui terreni delle cooperative sociali Terra di Puglia e Qualcosa di Diverso: qui si andrà ad approfondire la gestione di masserie didattiche e cooperative sociali nel settore agricolo, il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, le tecniche colturali in ambito enologico, la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

L’ultima fase in particolare sarà dedicata allo startup delle idee imprenditoriali definite col lavoro precedente: le ragazze e i ragazzi di Scuola Radicale saranno accompagnati nelle diverse fasi di costituzione di associazioni e cooperative, identificazione degli investimenti e delle fonti di finanziamento, supporto negli adempimenti burocratici legati all’avvio delle attività, creazione di reti di partner e relazioni funzionali al buon esito dell’iniziativa, allestimento delle sedi, comunicazione d’impresa e avvio degli investimenti.